Cariatide
La cariatide è una scultura utilizzata come colonna (ma anche lesena o parasta), che rappresenta una figura umana femminile.[1] Le figure maschili con la stessa funzione prendono invece il nome di telamone o atlante.[2] Nel caso la figura femminile porti sul capo una cesta è detta anche canèfora.[3]
Storia e funzione
[modifica | modifica wikitesto]Secondo l'architetto romano Vitruvio, che menziona l'etimologia all'inizio del primo libro del trattato De architectura, il nome (karyatis) significava "donna di Karyes", collegando il termine a una tradizione sulla schiavitù delle donne di quella città nel Peloponneso dopo le guerre persiane.[4] In seguito, nell'erudizione antica e moderna, le karyatides sono state riferite anche alle figure della loggia meridionale dell'Eretteo sull'Acropoli di Atene.[4]
La spiegazione vitruviana va però considerata alla luce di realizzazioni precedenti alle guerre greco-persiane: nel VI secolo a.C. il tesoro dei Sifni nel santuario di Apollo a Delfi presentava infatti due korai di facciata in funzione di sostegni al posto delle colonne del pronao (ca. 530-525 a.C.).[5]
In occidente sono attestati esemplari nel teatro dell'antica Iaitas (Monte Jato in Sicilia), dove la letteratura archeologica segnala figure-sostegno femminili tra la decorazione plastica del complesso scenico (menadi e satiri della scena).[6][7][8]
Le celebri figure dell'Eretteo, note tradizionalmente anche come Korai, costituiscono l'esempio classico di cariatidi in età tardo-classica ateniese e furono copiate e reinterpretate in età romana.[4]

Le cariatidi dell'Eretteo vennero in seguito riprese sull'attico dei portici del Foro di Augusto a Roma, in una sequenza alternata a clipei con teste divine, come mostra la ricomposizione museale dei Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali.[9][10][11] Da questo modello derivano, come rilievi d'attico, esemplari nel foro provinciale di Mérida (Augusta Emerita, Lusitania).[12][13][14][15] Copie delle cariatidi di tipo classico furono inoltre impiegate lungo il Canopo di Villa Adriana a Tivoli, dove gli scavi del XX secolo riportarono alla luce serie di statue femminili a sostegno, conservate in parte al museo della Villa e in parte sostituite da copie in situ.[16][17] Le fonti antiche attestano inoltre cariatidi nel primo Pantheon di Agrippa: Plinio il Vecchio ricorda le Caryatides del pantheon tra i membri di sostegno, opere di Diogene di Atene.[18]
Nell'arte romanica la frequente applicazione della figura umana alla decorazione architettonica produsse numerosi esempi di figure-sostegno (atlanti, telamoni e figure femminili) in capitelli e mensole, come evoluzione delle "colonne vestite".[19] In epoca rinascimentale il motivo riemerse, ad esempio, nel ninfeo di Bartolomeo Ammannati per Villa Giulia a Roma, dove le cariatidi sostengono la balconata del cortile monumentale.[20] Tra Seicento e Settecento il tema dei sostegni antropomorfi (cariatidi e telamoni) conobbe grande fortuna, come testimoniano i celebri telamoni della Casa degli Omenoni a Milano.[21]
Il motivo delle cariatidi fu ampiamente riattualizzato anche in età neoclassica, come nella Sala delle Cariatidi del Palazzo Reale di Milano.[22]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Cariàtide, su Treccani – Vocabolario, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 25 ottobre 2025.
- ↑ Atlante – Architettura, su Treccani – Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 25 ottobre 2025.
- ↑ Canefora, su Treccani – Enciclopedia dell'Arte Antica, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 25 ottobre 2025.
- 1 2 3 Cariatide, su Treccani – Enciclopedia dell'Arte Antica, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 25 ottobre 2025.
- ↑ (EN) The Treasury of the Siphnians, su Hellenic Ministry of Culture – Archaeological Site of Delphi, Hellenic Ministry of Culture. URL consultato il 25 ottobre 2025.
- ↑ Cariatide (passi su Monte Iato), su Treccani – Enciclopedia dell'Arte Antica, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 25 ottobre 2025.
- ↑ Isler - Spatafora, 2004, p. 31
- ↑ Antiquarium di Monte Iato, su Parco archeologico di Himera, Solunto e Iato, Regione Siciliana – Assessorato Beni culturali. URL consultato il 25 ottobre 2025.
- ↑ Sezione del Foro di Augusto, su Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali, Musei in Comune Roma. URL consultato il 25 ottobre 2025.
- ↑ Foro di Augusto. Attico dei Portici (ricomposizione museale), su Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali, Musei in Comune Roma. URL consultato il 25 ottobre 2025.
- ↑ aMICi – La decorazione architettonica del Foro di Augusto, su Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali, Musei in Comune Roma, 25 giugno 2025. URL consultato il 25 ottobre 2025.
- ↑ Peña Cervantes, 2009, pp. 606–607
- ↑ (ES) Ana Portillo Gómez, El modelo del Forum Augustum en los programas decorativos de Hispania, in Laboratorio de Arte, vol. 1, n. 25, Universidad de Sevilla, 20132, DOI:10.12795/LA.2013.i25.02.
- ↑ Ayerbe Vélez, 2009, pp. 567; 591
- ↑ Mateos Cruz, 2006, p. 9
- ↑ Aurigemma, 1954, pp. 289–292
- ↑ Le statue del Canopo nei Mouseia di Villa Adriana, su Villae – Ministero della Cultura, MiC. URL consultato il 25 ottobre 2025.
- ↑ Pliny, Natural History, Book 36, su LacusCurtius (UChicago), University of Chicago. URL consultato il 25 ottobre 2025.
- ↑ Arte – Enciclopedia Italiana (passo sulle "figure in funzione di sostegno"), su Treccani – Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 25 ottobre 2025.
- ↑ Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia – Il Ninfeo, su ArtBonus (MiC), Ministero della Cultura. URL consultato il 25 ottobre 2025.
- ↑ Casa degli Omenoni – scheda SIRBeC, su Lombardia Beni Culturali, Regione Lombardia. URL consultato il 25 ottobre 2025.
- ↑ Architettura – Palazzo Reale (sezione sulla Sala delle Cariatidi), su Palazzo Reale Milano (sito istituzionale), Comune di Milano. URL consultato il 25 ottobre 2025.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Salvatore Aurigemma, Lavori nel Canopo di Villa Adriana (PDF), in Bollettino d'Arte, Serie IV, anno XXXIX, fasc. IV (ottobre–dicembre), Roma, Ministero della Pubblica Istruzione, 1954, pp. 327–341, ISSN 0391-9854.
- (ES) Rocío Ayerbe Vélez, Teresa Barrientos Vera e Félix Palma García (a cura di), El Foro de Augusta Emerita: génesis y evolución de sus recintos monumentales, collana Anejos de Archivo Español de Arqueología, LIII, Madrid / Mérida, Consejo Superior de Investigaciones Científicas; Instituto de Arqueología de Mérida, 2009, ISBN 978-84-00-08934-4.
- Hans Peter Isler e Francesca Spatafora, Monte Iato: guida breve (PDF), Palermo, Regione Siciliana – Assessorato dei beni culturali ed ambientali e della pubblica istruzione; Dipartimento dei beni culturali ed ambientali e dell’educazione permanente, 2004, p. 56.
- (ES) Pedro Mateos Cruz (a cura di), El “Foro Provincial” de Augusta Emerita: un conjunto monumental de culto imperial, collana Anejos de Archivo Español de Arqueología, XLII, Madrid / Mérida, Consejo Superior de Investigaciones Científicas; Instituto de Arqueología de Mérida, 2006, ISBN 978-84-00-08525-4.
- Gilberto Montali, Osservazioni sulla proedria del teatro di Iaitas/Ietas (Monte Iato) (PDF), in Studi in memoria di Valeria Brunazzi (a cura di M. Chiovaro, R. Sapia), Palermo, Regione Siciliana – Assessorato dei Beni culturali e dell'Identità Siciliana, 2024, pp. 97–110, ISBN 978-88-6164-411-3.
- (ES) Sergio Peña Cervantes e Teresa Cascón de la Calle, Foro provincial de Augusta Emerita. Génesis y evolución de sus recintos monumentales, in Anejos de Archivo Español de Arqueología, LIII, Madrid / Mérida, Consejo Superior de Investigaciones Científicas; Instituto de Arqueología de Mérida, 2009, pp. 606–607, ISBN 978-84-00-08934-4.
- (ES) Ana Portillo Gómez, El modelo del Forum Augustum en los programas decorativos de Hispania, in Laboratorio de Arte, vol. 1, n. 25, Universidad de Sevilla, 2013, DOI:10.12795/LA.2013.i25.02.
Voci correlate
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- cariatide, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- cariàtide, su sapere.it, De Agostini.
- (EN) caryatid, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- Cariatide, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
| Controllo di autorità | Thesaurus BNCF 76432 · LCCN (EN) sh85020548 · J9U (EN, HE) 987007284725405171 |
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